Due video speciali.

(Non so se ci saranno molti interessati, ma spero, che ci sia qualcuno in ascolto, in grado di ascoltare e di apprezzare. Dedicato anche a chi vorrebbe cercare di avvicinarsi a capire uno dei diversi modi  in cui può sentirsi un depresso, suggerito da dentro.)

Due video, secondo me, bellissimi artisticamente, dedicati a chi ama la musica ed i video ben fatti, ma anche a chi, essendo depresso e sentendosi immancabilmente non compreso, può rileggersi soprattutto nella canzone, ma non solo, nel primo e nel filmato del secondo. Magari gli verrà da piangere, ma si sentirà, per un attimo più compreso, almeno spero, che anche per lui/lei sia così…

Il primo, graficamente stupendo (realizzato dagli studenti del corso di Illustrazione e Animazione Multimediale della Scuola di Arti visive dell’Istituto Europeo di Design di Milano ), ed anche musicalmente, con una bellissima dei Radiohead, tradotta per la voce stupenda di Dolcenera, con un basso “altamente” toccante.

 

Il secondo, con una canzone molto bella dei Placebo, ma un video perfetto (scritto e diretto da Philippe Andre), che descrive precisamente, tramite una storia, apparentemente esteriore, quello, che si può provare dentro, e nelle proprie membra (sì, la depressione colpisce anche fisicamente), con la depressione. Vi si può leggere, sia come si può sentire chi c’è dentro direttamente, con il senso di impotenza, rabbia, stanchezza, disorientamento, inutilità di tutto e tutti, sia anche come chi, da fuori, è alla stregua di un bambino, trovandosi di fronte a qualcosa più grande di lui, da comprendere, e da aiutare.

 

 

( Ps per chi desidera capire: attenzione, a prescindere, che  ogni caso è unico, come uniche sono le persone, non esiste un solo tipo di depressione, e chi vedete ridere e scherzare tranqulillamente con voi, l’attimo dopo, potrebbe essere nascosto in bagno a piangere disperatamente, magari il più possibilmente in silenzio, perché “Tanto è meglio non farsi sentire, ché lì fuori a nessuno interessa capire, e nessuno ti crede”…)

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Recupero finestre di Firefox chiuse accidentalmente

Premessa

Premetto che questo articolo è diretto principalmente a chi usa, o ha intenzione di usare, diversi tab, organizzati in più finestre, sul browser Firefox (l’unico che conosca, in grado di gestire dignitosamente una situazione del genere, anche con centinaia di tab su più finestre, cosa sconsigliabile, ma che a me capita… Con altri browser, già pochi tab mettevano in crisi facilmente il sistema, almeno quando li ho provati).

(Per chi è poco paziente, è consigliabile saltare al paragrafo “La soluzione”)

Probabilmente, molti usano, come me il ripristino delle sessioni di Firefox, per chiudere e riaprire Firefox, o riaprirlo dopo i crash, senza perdere i tab aperti (svariati nel mio caso) e la loro cronologia. (https://support.mozilla.org/it/kb/ripristinare-schede-finestre-ultima-sessione-firefox)

Io, personalmente, dato che, oltre ad aprire più tab, li organizzo in più finestre, per usufruire del ripristino delle sessioni su più finestre, uso lo stratagemma di terminare (in gergo “killare”) il processo di Firefox dal Task Manager (o “Monitor di sistema”, o “Gestore attività”, a seconda della lingua o del sistema…). Avendo impostato il sistema per il ripristino della sessione, alla riapertura, Firefox mi chiederà, se debba ripristinare le finestre ed i tab contenuti in esse.

Il problema

A questo punto, però, può sorgere un problema.

Io faccio copie di backup dei file nella directory sessionstore-backups del profilo di Firefox, per problemi occasionali, che avevo riscontrato in vecchie versioni, dove, ogni tanto, si svuotavano dai tab alcune finestre, al recupero, ma anche perché, ogni tanto, mi è capitato di chiudere una finestra in modo “pulito” e di non trovarmela, perciò nell’elenco del ripristino. I backup, mi permettono di ripristinare uno stato in genere recente.

Ma cosa succede, se il backup non è esattamente recente?

PANICO!!!!

Ed ore ed ore di lavoro, per riadattare i vecchi backup, ripescando i siti recentemente visitati dalla cronologia, almeno fino a l’altro ieri.

Ieri, però stufo di questa pena, mi sono preso la briga di aprire il file di backup delle sessioni (nelle vecchie versioni era sessionstore.js/bak, nelle recenti recovery.js/bak), ed ho trovato una voce “Closed windows”.

Da una ricerca, su come taroccare il file, per riportare queste finestre nello stato aperto, mi sono imbattuto nell’articolo del forum di mozillazine, riportato sotto, che mi apriva gli occhi su ciò che non vedevo, pur avendolo di fronte.

La soluzione

In realtà, non serviva smanettare, ma bastava dare un’occhiata più attenta al menù “Cronologia”, dove è presente la voce “Finestre chiuse di recente”, poco sotto il “Ripristina la sessione precedente, dove i miei occhi si arrestavano.

Questo menù, senza alcuna fatica permette di recuperare la finestra chiusa per errore (cosa che può capitare, se per controllare quanti tab di troppo sono aperti, si avvia la chiusura della finestre, per poi premere “Annulla” e per sbaglio si preme “Chiudi”).

Attenzione a NON cancellare prima  i dati privati, con la voce del menù apposita nel menù “Cronologia” o nel tab “Privacy” delle impostazioni, altrimenti il metodo descritto, almeno secondo l’articolo: cit. “(So long as you haven’t ‘cleared all private data’)”.

Spero che quanto successo a me possa essere d’aiuto ad altri. La soluzione l’ho sperimentata con successo sull’ultima versione su Ubuntu, al momento in cui scrivo, la 48.0.

fonte:

discussione nel supporto di Mozilla (http://forums.mozillazine.org/viewtopic.php?f=38&t=562586)

The truth behind my lion selfie

According to Jess

As I apprehensively shuffled into the caged box, my gut clenched and my heart stopped…I immediately knew that I was in a bad place, and I desperately wanted to run straight back out and find comfort in my friends hiding out in the car.

But something stronger told me to carry on, something told me that by enduring the next hour in this awful place I could find hope to make a positive change to the hell that I currently found myself encased in.

After an hour of enduring the heartbreaking pain of filming undercover, I spent the next hour crying and shaking at what I had seen. I was both so angry and upset that I couldn’t decide between having an emotional breakdown and marching straight back into the building to punch the guy in the face. And that’s when I decided that I could try my absolute hardest…

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… i gruccioni dell’Adda …

Meraviglia- arcobaleno…

wildlife photoblog

.. ed eccoci qui, a raccontare, anche quest’anno, i “Gruccioni”… questi splendidi volatili che sembrano finti, ricamati, nella moltitudine di colori che sfoggiano sulla loro livrea…

gruccioneaddabellissimos

da Wiki… Il gruccione, nidifica in buona parte dell’Europa meridionale, con qualche sporadica colonia anche più a nord, Asia centrale e occidentale e lungo le coste mediterranee dell’Africa dal Marocco alla Tunisia. Sverna in alcune zone dell’Africa subsahariana, mentre nell’Africa meridionale è stanziale.
Abita in ambienti aperti con vegetazione spontanea e cespugliosa con alberi sparsi e tralicci, presso corsi fluviali, boschi con radure, oliveti. Durante le migrazioni è frequente anche in zone umide e litorali. In Italia le colonie di nidificazione sono numerose, concentrate quasi esclusivamente in pianura e collina. La specie è molto numerosa nella pianura Padana, lungo la costa adriatica, in Toscana, Umbria, Lazio e nelle isole. Arriva tra la fine…

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E’ tempo di Gruccioni – Parco del Fiume Serio –

Belli i gruccioni, brutte le teste di…

wildlife photoblog

Da tempo ormai i gruccioni sono arrivati anche nel nostro territorio, migratore ambito da molti fotografi naturalisti disposti a tutto pur di portare a casa lo scatto più ambito di sempre…

Vorrei raccontarvi come e andata a finire quest’anno….

Attesa dell’arrivo dei gruccioni e sempre la più ambita, uccelli migranti dall’africa arrivano fino sui nostri fiumi, dove alla ricerca di sponde sabbiose e argillose decidono  di fermarsi a nidificare,ma spesso e Volentieri non e sempre così…Dalla fine di Marzo comincio a pattugliare la mia zona dove l’anno prima erano arrivati i gruccioni…Nel 2013 non abbiamo potuto fotografare i gruccioni perché grazie ad un individuo di Milano ( non faccio nomi e cognomi ) inosservante della natura dei gruccioni che richiedono un po di riservatezza nella fase di cova delle uova si e spinto fino a pochi centimetri dai nidi per fotografare i gruccioni in fase di cova,non curante dei possibili danni…

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